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La protezione civile Italiana nella storia
La storia della protezione civile Italiana è strettamente legata alle calamità che hanno colpito il nostro paese.
Con la legge nº 473 del 1925 il soccorso alle popolazioni colpite da eventi calamitosi viene delegato al Ministero dei Lavori Pubblici, ed al suo braccio operativo rappresentato dal Genio Civile, con il concorso delle strutture sanitarie.
Negli anni 1950, 1962 e 1967 vengono infruttuosamente presentati progetti di legge specifici. La prima vera svolta si ha nel 1970. Infatti vede la luce la legge nº 996 dal titolo «Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità». Si hanno, così, per la prima volta, disposizioni di carattere generale che prevedono un'articolata organizzazione di protezione civile; ancora però non si parla di previsione e prevenzione.
Sotto la spinta delle grandi emergenze verificatesi in Italia(l'alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Friuli nel 1976 e dell'Irpinia nel 1980), l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini decise di istituire il Ministero della Protezione civile.
Con il decreto legge nº 57 del 27 febbraio 1982, Giuseppe Zamberletti viene nominato a capo del nuovo Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile, che nella sua attività si avvarrà del Dipartimento della Protezione Civile, istituito con DPCM del 22 giugno 1982.
 Con la legge n. 225 del 24 febbraio 1992, dopo ventidue anni dalla legge del 1970, nasce il Servizio Nazionale della Protezione Civile che porta una profonda riorganizzazione nella struttura di protezione civile del paese.
Nasce l’idea che i grandi eventi, vadano affrontati dopo averli immaginati e descritti e che occorra dimensionare le strutture d’intervento tenendo conto di scenari già elaborati e di misure di prevenzione già poste in atto.
Si preparano studi per la previsione dei disastri e per la prevenzione sugli effetti che potrebbero causare e si attuano piani per la riduzione del rischio.
Questa una nuova legge, disciplina la Protezione Civile come sistema coordinato di competenze al quale concorrono le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli enti locali, gli enti pubblici, la comunità scientifica, il volontariato, gli ordini e i collegi professionali. Un tale complesso sistema di competenze la cui funzione di coordinamento, viene affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La nuova filosofia della Protezione Civile e ora saldamente impostata su quattro linee fondamentali: previsione, prevenzione, soccorso, superamento dell’emergenza.
Tra il 1996 e il 1997 dall'allora governo Prodi è stato nominato capo del dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, ed il 6 aprile 2009 viene nominato Commissario straordinario per l'emergenza nella gestione del dopo terremoto dell'Abruzzo. Il 5 novembre 2010, ha annunciato le sue dimissioni dalla Protezione Civile e dall'11 novembre 2010, il posto di capo della Protezione Civile sarà assunto da Franco Gabrielli, (l’ex vice di Bertolaso).
 Attualmente, le organizzazioni di volontariato nell'elenco nazionale del Dipartimento della Protezione Civile sono circa duemila cinquecento per un totale di oltre un milione e trecentomila volontari. Di essi, circa sessantamila sono pronti ad intervenire nell'arco di pochi minuti sul proprio territorio, mentre circa trecentomila sono pronti ad intervenire nell'arco di qualche ora.

Compiti principali
La Protezione Civile non si limita ad intervenire in caso di disastri e calamità per portare soccorso, ma buona parte delle attività è destinata alle attività di previsione e prevenzione. La legge 225/92 prevede espressamente che le competenze della Protezione Civile si articolino non solo nella gestione del dopo emergenza, ma in una serie integrata di attività che coprono tutte le fasi del "prima e del dopo", secondo i quattro versanti della Previsione - Prevenzione - Soccorso - Ripristino.
Gli studi, le ricerche, la formazione rivolta agli addetti del sistema (professionisti e volontari), l'attività di informazione rivolta alla popolazione, la pianificazione della risposta all'emergenza e le attività esercitative, costituiscono parte significativa del lavoro della Protezione Civile.

La gestione dell'emergenza

Il nucleo centrale dell'attività di Protezione Civile rimane tradizionalmente costituito dalla "gestione dell'emergenza", e cioè dai cosiddetti compiti di assistenza e soccorso delle popolazioni colpite da calamità.
L'organismo che coordina la protezione civile in Italia è il Dipartimento della Protezione Civile, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo lo situa in una posizione superiore rispetto ai dipartimenti direttamente dipendenti da un semplice Ministero, facilitando così il coordinamento delle risorse dello Stato - e di tutti gli altri Ministeri - in caso di emergenza.
L'attuale capo del Dipartimento Nazionale è l'ex prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli. Nell'ambito territoriale di un comune il responsabile della Protezione Civile è il sindaco, nella sua funzione di autorità comunale di Protezione Civile (art. 15 della legge 225/92).
Le strutture operative di cui si avvale il sistema di Protezione Civile sono:

  • il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (VVF);

  • la Croce Rossa Italiana (CRI);

  • le forze armate (FFAA);

  • le forze di polizia (PS, CC, GdF e Polizia Locale);

  • il Corpo Forestale dello Stato (CFS);

  • il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR);

  • i Servizi Tecnici Nazionali;

  • i Gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica (Università), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e altre istituzioni di ricerca;

  • le strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN); le organizzazioni di volontariato ;

  • il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).


Il metodo Augustus
Il coordinamento di tali componenti avviene, ai vari livelli territoriali e funzionali, attraverso il cosiddetto metodo Augustus, che permette ai rappresentanti di ogni funzione operativa (sanità, volontariato, telecomunicazioni, ecc.) di interagire direttamente tra loro ai diversi "tavoli decisionali" e nelle sale operative dei vari livelli (COC, COM, DICOMAC, ecc.).
il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) responsabile delle attività a livello comunale-locale, il cui massimo punto di riferimento è il Sindaco o un suo delegato.
il C.O.M. (Centro Operativo Misto) è un Centro Operativo di livello superiore, paragonabile per certi aspetti al successivo C.C.S.. Durante un'emergenza che copre una vasta area possono essere più di uno, e venire costituiti ad hoc al fine di avere un "occhio e braccio operativo" il più possibile vicino al luogo dell'evento;
il C.C.S. (Centro Coordinamento dei Soccorsi) è l'organo principale a livello provinciale, ed è presieduto dal Prefetto o suo delegato.
il C.O.R. è il Centro Operativo Regionale, per emergenze che coinvolgono più province; è presieduto dal Presidente della Regione o suo delegato.
la Di.Coma.C. è la Direzione di Comando e Controllo, organo decisionale di livello nazionale attivato nelle grandi calamità (e situata solitamente presso la sede del Dipartimento di Protezione Civile a Roma).


La protezione civile Lombarda
Dal luglio 2008, alla guida dell’assessorato regionale alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale, era Stefano Maullu, il quale, subito dopo la scossa di terremoto, il 6 aprile del 2009, fa scattare il piano di emergenza della protezione civile.
A L’Aquila si reca la colonna mobile Lombarda e lo stesso assessore Maullu visiterà i luoghi del disastro in otto diverse occasioni. Tra le macerie prima e sotto le tende poi si alternano circa cinquemila volontari Lombardi della protezione civile, coordinati dall’Assessore attraverso la Sala operativa di Regione Lombardia, attiva 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. Ai campi per gli sfollati vengono affiancate iniziative a carattere educativo, con la costruzione di strutture prefabbricate destinate ad attività scolastiche e la realizzazione della nuova Casa dello studente a L’Aquila.
Inaugurata nel novembre 2009 dal presidente Formigoni e realizzata a tempo di record con criteri antisismici, la Casa dello studente è il simbolo della volontà Lombarda di spendersi concretamente per la ricostruzione materiale e sociale dei luoghi devastati dal terremoto. Attualmente, l’incarico di Assessore alla Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Locale della giunta Formigoni e’ da maggio 2010 l’Assessore Romano La Russa.

La protezione civile della Provincia di Milano
Il 10 luglio 2010 il Presidente della Provincia Guido Podestà ha nominato Stefano Bolognini Assessore con deleghe a Sicurezza - Polizia provinciale - Protezione civile - Prevenzione – Turismo.
Mentre, il CCV-MI, Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni di Volontariato di Protezione civile della Provincia di Milano, (organismo che riunisce tutte le Organizzazioni di volontariato di protezione civile, operanti nel territorio della Provincia di Milano ed iscritte alla sezione provinciale dell'albo regionale del volontariato di protezione civile), ha come struttura esecutiva dal giugno 2008, le seguenti figure:

Presidente         PASINI Dario G.C. Pantigliate
Vice Presidente   PAGANI Paolo G.C. Cassina dé Pecchi
Segretario         ILICETO Alessandro C.V.P.C. Peschiera Borromeo

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